Quelli che… a Firenze

Sono stati due giorni densi di speranze e di lavoro, quelli del 7 e dell’8 ottobre scorsi, che alla fine hanno generato un documento deontologico fondamentale, la “Carta di Firenze”, sulla tutela del precariato giornalistico, ma soprattutto hanno fatto emergere una consapevolezza nuova tra precari che da nord a sud hanno riconosciuto i problemi in comune e, lavorando gomito a gomito, hanno capito che solo insieme si può lottare per la dignità del lavoro.

Da Firenze è nata anche l’idea che i precari dell’informazione facessero “cartello” per poter finalmente “contare” negli organismi di categoria, riunendo tutti i coordinamenti regionali che lavoravano poco “in rete”. SottoPRESSione è anche figlia dello “spirito di Firenze”.

Uno spirito che si aggira da mesi nelle redazioni e negli organismi di categoria: da quei giorni di ottobre lo si sente correre sul web, sui social network, si materializza con le segnalazioni – a viso aperto – di tentativi di sfruttamento, di offerte di lavoro indecenti, di confusione dei ruoli. E ad ogni segnalazione, decine di voci a sostegno, decine di incoraggiamenti, decine di apprezzamenti.

I freelance, grazie a Firenze, non si sentono più soli. Abbiamo capito di essere tanti. Abbiamo capito che organizzati qualcosa si ottiene. Soprattutto abbiamo capito che iniziamo a fare paura perché è chiaro che da Firenze la rappresentanza dei freelance non sarà più delegata.

Questa è una pagina aperta ai ricordi di ciascuno di noi delle giornate di Firenze: riflessioni, racconti, fotografie, filmati. Siamo a disposizione per pubblicarli e rinnovare quella magica atmosfera nella quale è nata la nostra consapevolezza.

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One thought on “Quelli che… a Firenze

  1. A Firenze c’ero anch’io e credo che quell’esperienza abbia dimostrato che, a maggior ragione per i precari ostinati come me, il giornalismo sia un modo di vivere, qualcosa che si ha dentro e che trova forme per esprimersi, pur attraverso il precariato free-lance appunto. Sono molto contenta per l’approvazione alla Camera del disegno di legge sull’equo compenso, ma ho un timore, cioè che, mancando le risorse economiche per pagare di più tutti, vengano decisi con l’approvazione definitiva della legge (ce lo auguriamo finalmente!) “tagli” sulle collaborazioni. Spero che non sia così e che Re-fusi si impegni in una tutela “globale” del precariato. Mi pare di aver sentito che c’era in programma una nuova convocazione a Perugia per il 25 aprile? Si rimanda? A quando?
    Un saluto e buoni lavori in corso,
    Daniela Muraca

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