L'(auto)censimento dei precari romani di Errori di Stampa

Brutti, sporchi e troppi. Sono i “non contratti” che ruotano attorno al mondo del giornalismo a Roma. Collaboratori di carta stampata, tv, radio, siti web e uffici stampa, legati alle aziende editoriali da rapporti a tempo determinato in gran parte regolati da contratti anomali e precari. Articoli 3 e Co.co.co, ma anche e soprattutto collaborazioni a borderò, a cessione di diritti d’autore, a partita Iva o addirittura senza alcun compenso. Sono queste le parole con le quali “Errori di Stampa”, il coordinamento dei precari dell’informazione di Roma inizia il suo rapporto presentato il 16 febbraio sulla realtà del giornalismo di freelance, autonomi, collaboratori della Capitale.

«Abbiamo deciso – spiegano i colleghi romani – di realizzare un primo censimento di questi lavoratori, convinti che nessuna politica di riforma del settore possa prescindere dalla conoscenza effettiva della realtà precaria. Nell’intenzione di proporre un lavoro scientifico e capillare, abbiamo deciso di coinvolgere i Comitati di redazione, certamente a conoscenza degli organigrammi delle singole realtà redazionali e quindi in possesso dei dati che riguardano le contrattazioni che esulano dall’articolo 1 del CNLG. Abbiamo mandato per due volte una mail di richiesta formale dei dati ai membri di tutti i cdr delle testate di Roma, basandoci sulla lista presente sul sito dell’Associazione Stampa Romana, chiedendo loro quale fosse la situazione nelle redazioni. Solo in pochissimi -si contano davvero sulle dita di una mano -ci hanno risposto. Ci siamo, allora, serviti del “fai da te”, attivando tutti i canali informali possibili, e chiedendo le cifre ai colleghi interni alle redazioni. Quello che proponiamo, quindi, non è purtroppo un censimento capillare e scientifico, che a questo punto attendiamo con urgenza dall’Associazione Stampa Romana, sollecitando il segretario Paolo Butturini ad attivarsi fin da subito perché entro pochi mesi questi dati possano essere trasparenti e fruibili da tutti.Il nostro, intanto, è un primo “autocensimento” del precariato giornalistico a Roma e rappresenta un’istantanea della situazione oggi. In tabella, dunque, non ci sono dati definitivi, ma le cifre a cui siamo riusciti ad arrivare con le nostre ricerche informali. Sicuramente a ogni numero si può anticipare la parola “almeno”. E’ dunque uno screening “in difetto”: i precari del giornalismo, a Roma, sono molti di più di quelli da noi conteggiati».

Negli allegati (in formato PDF scaricabile) si trovano i numeri di questa inchiesta

«In base al nostro censimento – riassumono i colleghi di Errori di Stampa – sono oltre 900 i precari a Roma. Ma se si considera che mancano alcune testate importanti, come tutto il bacino Rai e i lavoratori degli uffici stampa, si può ragionevolmente pensare che i precari nella Capitale siano almeno 2mila. Un numero enorme, destinato ad aumentare. Perché nel giornalismo la gavetta sembra non dover finire mai. Anche dopo anni di pratica sul campo, per strada, con un taccuino o un microfono in mano, accedere a un contratto è un’impresa ardua. È un percorso ad ostacoli in cui, con il passare di editori, direttori, governi e riforme vede crescere le differenze fra chi è dentro e chi è fuori da una redazione, fra i contrattualizzati e i precari. Differenze che si conteggiano in termini di stipendi, contributi, diritti. Quella forbice continua ad allargarsi, senza eccezioni. Indebolendo inevitabilmente il ruolo e la qualità dell’informazione. I dati sono aggiornati al dicembre 2011. Volendo fare un bilancio di questo inizio 2012, possiamo solo constatare che la situazione è in peggioramento, con le chiusure di Liberazione e City, il mancato rinnovo di contratti precari e a tempo in una grossa realtà radiofonica come Rds, una crisi alle porte per lo storico quotidiano capitolino “Il Tempo”, che sta già disattivando molte delle collaborazioni dei corrispondenti dai paesi di provincia».

tabella_censimento_aggiornata_15_feb.

tariffario completo

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