Regione Veneto: mozione bipartisan per “la difesa dei diritti dei precari dell’informazione”

Una buona notizia che viene dal Veneto, un’iniziativa a cui ha lavorato alacremente Re:fusi.

Oggi è stata depositata presso il Consiglio regionale del Veneto una mozione bipartisan sul precariato nel mondo dell’informazione. Un documento frutto del lavoro di Re:Fusi degli ultimi mesi, e che accoglie in pieno lo spirito della Carta di Firenze, che sta portando una ventata di rinnovamento nella consapevolezza della gravità della situazione dei precari del giornalismo. Un risultato che dimostra come Re:Fusi venga di fatto riconosciuto come interlocutore di categoria, insieme a Ordine e Sindacato (qui il comunicato della Fnsi)
.
La mozione impegna la giunta regionale a portare avanti una indagine conoscitiva condotta dal Corecom sulla situazione del lavoro giornalistico dentro e fuori le redazioni, un tavolo regionale con gli editori e gli organi di rappresentanza dei giornalisti, percorsi di formazione e di aggiornamento professionale rivolti anche all’autoimprenditorialità e, infine, la rapida approvazione da parte del Parlamento della legge sull’”equo compenso”, per vietare l’erogazione di contributi pubblici agli editori che non rispettano retribuzioni congrue.
La mozione, che riportiamo integralmente di seguito, dovrebbe essere discussa nella prima seduta utile del Consiglio. I firmatari sono Graziano Azzalin del Pd, Elena Donazzan del Pdl e Gustavo Franchetto, capogruppo di Italia dei Valori.
LA GIUNTA E IL CONSIGLIO REGIONALE ACQUISISCANO COME PRIORITA’ LA DIFESA DEI DIRITTI DEI LAVORATORI ATIPICI FREELANCE PRECARI DELL’INFORMAZIONE E DELLA CARTA DI FIRENZE

presentata il 24 gennaio 2012 dal Consigliere Azzalin, Donazzan, Franchetto

Il Consiglio regionale del Veneto

PREMESSO CHE:

i titolari di contratto di lavoro autonomo o parasubordinato in Veneto sono il doppio dei titolari di contratto da lavoratore dipendente (1.640 giornalisti contro 753): la professione viene quindi svolta sempre di più fuori dalle redazioni;

esiste un’evidente discrasia fra i compensi dei lavoratori autonomi rispetto a coloro che lavorano in redazione: un collaboratore coordinato e continuativo ha un reddito medio annuo lordo (il dato è del 2009) di 7.489 euro, un giornalista freelance 9.031 euro, un redattore 59.445 euro;

nella maggior parte dei casi agli autonomi non sono riconosciuti rimborsi spese (costi di telefono, di trasporto etc), a fronte di un impegno che richiede ore di lavoro, tra raccolta, verifica delle notizie e scrittura;

mai come negli ultimi anni il tema della qualità del lavoro si è offerto alla riflessione pubblica quale argomento di straordinaria e, talvolta, drammatica attualità. A preoccupare, in particolare, è la crescente precarizzazione di intere fasce della popolazione che, per periodi sempre più lunghi, vengono costrette ai margini del sistema produttivo e professionale, con pesanti ricadute economiche, sociali, psicologiche ed esistenziali;

Nello specifico del lavoro giornalistico, in qualsiasi forma e mezzo sia declinato (stampa, radio, TV, web, uffici stampa, etc.) la situazione appare anche più grave. Un giornalista precarizzato, poco pagato, con scarse certezze e prospettive e talvolta, per carenza di risorse economiche, anche poco professionalizzato, è un lavoratore facilmente ricattabile e condizionabile, che difficilmente può mantenere vivo quel diritto insopprimibile d’informazione e di critica posto alla base dell’ordinamento professionale;

Un giornalista precario e sottopagato – soprattutto se tale condizione si protrae nel tempo – viene di fatto sospinto a lavorare puntando alla quantità piuttosto che alla qualità del prodotto informativo, e con poca indipendenza, sotto l’ombra di un costante ricatto che dal piano economico e professionale passa presto a quello dei più elementari diritti, a partire da quelli costituzionalmente riconosciuti;

La condizionabilità e ricattabilità dei giornalisti sono inoltre strettamente correlate alla possibilità di trasmettere una buona e corretta informazione, andando a inficiare uno dei capisaldi del sistema democratico;

CONSIDERATO CHE:

il 21 giugno 2011 questo consiglio ha adottato all’unanimità una risoluzione in cui si prendeva atto che la dignità delle condizioni di lavoro migliora la qualità dell’informazione;

dall’1 gennaio 2012 è operativa la Carta di Firenze, documento redatto e condiviso per la prima volta il 7 e l’8 ottobre 2011 dai giornalisti precari italiani, che, su spinta dei loro coordinamenti di base, si sono ritrovati a Firenze per porre le basi per un cammino comune volto al riconoscimento dei loro diritti fondamentali, a partire dal riconoscimento di un equo compenso. L’atto è stato poi approvato dal Consiglio nazionale dell’Ordine professionale come strumento deontologico, acquisito anche per le proprie competenze dal sindacato Fnsi;

in questo percorso nazionale ruolo di oggettivo rilievo ha avuto Re:Fusi, il coordinamento dei giornalisti atipici freelance precari del Veneto;

impegna la Giunta regionale

ad attivarsi, per le proprie competenze e con gli strumenti, anche legislativi, di cui dispone, per contrastare le condizioni di sfruttamento dei giornalisti precari ed i livelli inaccettabili delle loro retribuzioni;

ad avviare attraverso il Corecom un’indagine conoscitiva presso le aziende editoriali, per fotografare qualitativamente e quantitativamente le condizioni di lavoro in Veneto dei giornalisti dentro e fuori le redazioni;

a sostenere percorsi di formazione e aggiornamento professionale utili non solo al reimpiego di chi ha perso il lavoro, ma pure per favorire percorsi di autoimprenditorialità;

a fare concreta pressione presso il Legislatore e il Governo nazionale per l’approvazione della ‘legge Moffa’ sull’equo compenso, che prevede la mancata erogazione dei contributi pubblici agli editori che non rispettano retribuzioni congrue;

ad avviare con urgenza un tavolo regionale con i gruppi editoriali veneti (coinvolgendo le rappresentanze regionali di Ordine, Sindacato, Re:Fusi – coordinamento dei giornalisti atipici, freelance, precari) e ogni altra idonea iniziativa per dare corpo a un confronto costruttivo, utile a superare la grave situazione di precarietà che riguarda la maggior parte dei lavoratori del mondo giornalistico veneto.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...