Dopo il video “lungo” che i nostri candidati hanno realizzato per spiegare l’origine e gli obiettivi di SottoPRESSione, ecco la clip con le nostre proposte in pillole.
Dopo il video “lungo” che i nostri candidati hanno realizzato per spiegare l’origine e gli obiettivi di SottoPRESSione, ecco la clip con le nostre proposte in pillole.
La precarietà di oltre la metà dei giornalisti italiani è una minaccia per la qualità dell’informazione perché rende ricattabili coloro che raccontano al Paese la realtà che passa sotto gli occhi di tutti e danno la possibilità ai cittadini di avere i dati sui quali ragionare per determinare le scelte fondamentali della democrazia: questo è il motivo per il quale parlare della nostra precarietà non è autoreferenziale, ma è un fondamentale esercizio di riflessione per tutti sulla delicatezza della nostra funzione all’interno del nostro sistema democratico.
Di questo ha parlato il collega di SottoPRESSione Antonello Antonelli invitato alla trasmissione “Il Punto”, andata in onda su Telemax, emittente digitale abruzzese.
Alla fine con i potenti mezzi “precari” che ognuno di noi aveva a disposizione siamo riusciti a “metterci la faccia”, ossia a presentare i nostri candidati con un video che riassume le nostre proposte per le elezioni INPGI, ormai imminenti.
Condividete sui vostri siti e sulle vostre bacheche dei social network il video che si trova su You Tube al link http://www.youtube.com/watch?v=FzATZ630dXo&feature=youtu.be
Un’altra storia di precariato emersa dalla denuncia dei colleghi di “Errori di Stampa”.
“Sfruttato senza soluzione” anche per il Tribunale
Lavoro a L’Opinione, collaboro con l’Espresso e collaboravo con Il Sole 24 Ore Roma. Ho fatto una sostituzione maternità per poi avere un mio contratto da praticante. Prima di essere cercato da L’Opinione (perché mi hanno cercato e non ho cercato io, forse perché qualcosa so fare), ho fatto il galoppino per la Dire (qualche mese) e per quasi tre anni a Libero principalmente nella cronaca di Roma e anche nelle pagine nazionali).
La mia esperienza a Libero potrebbe essere presa ad esempio della nostra generazione di giornalisti. Appena entrato in contatto con la redazione romana del quotidiano, ho assaporato la bellezza della cronaca, di andare in giro a cercare notizie, di pensare a cosa avrebbe potuto essere appetibile. Gli portavo spesso le aperture di cronaca. Leggi l’articolo completo
Una storia semplice e molto comune, purtroppo, anch’essa tratta dall’inchiesta di “Errori di Stampa”.
Quell’eterna gavetta ripagata “a cottimo”
Trentun’anni e nessuna certezza lavorativa, pagato qualche centesimo a riga quando non “a ora” per i pezzi che scrivo. Eppure rifarei tutto per il semplice motivo che non so fare altro e questa è la mia passione. Probabilmente però lo rifarei in modo diverso, con la consapevolezza del nulla e del deserto lavorativo previsto per questa professione, dove la parola ”futuro” è riservata a pochi eletti. Eviterei qualche mossa sbagliata, ne farei di diverse. Leggi l’articolo completo
Una clausola che definire vessatoria è forse un complimento: revisione del contratto in caso di malattia, infortunio o di gravidanza. A scriverlo, nero su bianco, è la Rai, la televisione pubblica. Errori di Stampa ha reagito con una lettera al direttore generale dell’ente radiotelevisivo, Lorenza Lei: la rilanciamo convinti che sia un altro esempio di inciviltà umana, prima che giuridica, contro i precari dell’informazione.
Cara direttrice,
a scriverle è un gruppo di giornalisti precari riuniti nel coordinamento “Errori di stampa”.
Quando è stata nominata come direttore generale della Rai abbiamo sperato che questo cambio al vertice nella più grande azienda editoriale italiana potesse essere il segno di una volontà di miglioramento rispetto al passato. Più precisamente, abbiamo sperato che la sua nomina fosse l’inizio di un’inversione di rotta nelle politiche interne all’azienda, anche e soprattutto nei confronti di chi, di questa azienda, è l’anima e lo scheletro insieme: i suoi lavoratori. Molti dei quali, circa 1600, sono precari. Leggi l’articolo completo
Una seconda storia raccontata nella conferenza stampa di Errori di Stampa
In Rai da “consulente” e “presentatrice” senza qualifica giornalistica né contributi
Nell’agosto del 2009 fui chiamata da Monica Setta a collaborare allo start up e alla realizzazione di una nuova trasmissione di attualità politica che sarebbe andata in onda su Rai Due: “Il fatto del giorno”. Provenivo da 6 mesi come redattrice ordinaria (assunta ex art. 3 con CNLG) dal quotidiano “L’Unità”, allora diretto da Concita De Gregorio. Il quotidiano andò in stato di crisi nel maggio dello stesso anno, i contratti a tempo determinato non vennero rinnovati, insieme a cococo e borderò, e mi ritrovai senza lavoro.
Accettai, dunque, di buon grado, la proposta e iniziai a lavorare al progetto. Monica Setta, ideatrice e autrice del programma, mi disse che avrei svolto il ruolo di “caporedattore politico”. Leggi l’articolo completo